Il rapporto con i produttori

Domori seleziona direttamente i produttori della propria materia prima e con loro stabilisce relazioni di lungo termine di reciproca crescita. È importante che il coltivatore sia soddisfatto e possa vendere a prezzi soddisfacenti il proprio cacao. Dal momento che si tratta di una coltivazione a bassa resa, Domori punta alla formazione fornendo ai produttori di cacao le conoscenze per aumentare la produttività e mantenere alti gli standard qualitativi. Il percorso di formazione in campo è continuo ed è focalizzato sia sugli aspetti botanici sia sulla post raccolta del cacao, sul processo di fermentazione. Domori inoltre riconosce la qualità, garantendo ai produttori un prezzo profittevole.

Il solo modo per rendere realmente sostenibile una produzione di alta qualità è retribuire bene i coltivatori: al prezzo basato sulla quotazione del mercato internazionale, l’azienda aggiunge un margine equo, che tiene conto dei costi di produzione e va a ricompensare il coltivatore per il maggiore impegno dedicato ad ottenere un prodotto di qualità superiore.


Le collaborazioni con associazioni e ONG per lo sviluppo di colture sostitutive alla coca

Il rapporto di Domori con i Paesi produttori di cacao include collaborazioni con ONG, Governi e cooperative, per convertire zone di coltivazione di coca a coltivazioni di cacao, rendendo le piantagioni una fonte di sostentamento per le popolazioni locali. 

Domori ha lavorato in Colombia con Asoprolan, una cooperativa di coltivatori di caffè e cacao della regione della Montana Santandereana, dove l’UNODC (United Nation Office on Drugs and Crime) - l’Agenzia delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine - ha ricevuto dal governo colombiano la gestione di terreni per aiutare i contadini ad abbandonare la coltivazione della coca, attraverso l’impianto di cacao Criollo e Trinitario venezuelani. Domori ha fornito supporto tecnico e formativo, valorizzando poi il cacao grazie all'immissione sul mercato nel settore del cioccolato pregiato. In questo modo è stato possibile garantire ai coltivatori un prezzo tale da convincerli ad abbandonare la coca in favore della coltura del cacao.